Monday, December 03, 2007

JULIAN COPE "You Gotta Problem With Me" 2CD (Head Heritage, 6 august 2007)






Et voilà la recensione del Wally dell'ultimo disco di ST. JULIAN COPE , artista che tutti noi amiamo.
Mick

Mi pare superfluo per chi segue da vicino le cose del rock internazionale sottolineare la poliedricità ed anche la bizzarria culturale di un artista come Julian Cope, musicista proveniente dalle risacche post-punk anglosassoni o new-wave che dir si voglia: come dimenticare i suoi geniali Teardrop Explodes, che già in quegli anni fatidici ( i primi '80) insieme ad Echo& The Bunnymen, Big in Japan, Pink Military facevano professione in Liverpool di fascinose seduzioni pop-psichedeliche?

A differenza di altre bands partorite dalla new-wave, come U2 e Simple Minds, Cope non é mai assurto a fama planetaria, anche perché ben presto imboccò la strada solista insieme ad un ristretto team di fidi collaboratori, ed alla luce dei riflettori con l'andare degli anni ha preferito con modalità sempre crescenti costruirsi un personale mini-universo per nulla ortodosso, nel quale il suo amore ossessivo per la psichedelia degli anni '60 si incrocia con quello altrettanto maniacale per il rock tedesco, o krautrock, degli anni '70.

A tal proposito si rivela un ottimo e personalissimo scrittore con Krautrocksampler, quasi un testo-vangelo in materia pubblicato per la prima volta nel 1995, ma che ha visto la luce in Italia per la Lain solo nel 2006.

Da non perdere anche la sua doppia autobiografia Head On - Repossessed, un tomo mastodontico zeppo di notizie, aneddoti, descrizioni maniacali e particolareggiate della scena musicale in cui é cresciuto, dai suoi esordi con i T.E. ai suoi lavori solisti.

Ma non basta : é anche un eclettico studioso delle antiche civiltà celtiche e druidiche, delle loro credenze religiose e dei siti ancestrali disseminati in Inghilterra ed in Irlanda, dove individua collegamenti con l'esistenza di civiltà extraterrestri!

Una personalità complessa e misterica quindi quella di Cope che ha man mano infarcito i suoi numerosi lavori solisti da più di vent'anni a questa parte di riferimenti geografici, etici, mistici a queste materie che è andato via via approfondendo : primi tra tutti la serie di albums ispirati al dio Odin, Jehovahkill, Autogeddon, The Interpreter.

Stessa cosa dicasi per la sua notevole coscienza e critica sociale e politica, a partire dalle marce di protesta per l'aumento delle tasse in Inghilterra sino alle tematiche ambientali.

Ricordo a questo proposito il doppio imperdibile vinile Peggy Suicide , incentrato sul suicidio (!?) perpetrato dai terrestri con la loro mancanza totale di sensibilità ecologica a danno di madre terra (Peggy).

Fatale che Cope giungesse a crearsi una sua etichetta discografica, la Head Heritage, che funge anche da mesmerico contenitore di tutti i suoi progetti letterari, di poetry e culturali di Modern Antiquarian, parafrasando il titolo di un disco di soli readings del 1998 tratto dal suo omonimo libro.

Musicalmente Julian Cope ha molte anime: quella squisitamente pop, quella psichedelica, quella folk, quella sperimentale di derivazione krautrock (espressa in spericolate opere-fiume come Queen Elizabeth accentuatasi negli anni '90), quella enfaticamente metal d'ispirazione detroitiana incarnatasi sotto lo pseudonimo di Brain Donor ma presente anche nei recenti Citizen Cain'd , Dark Orgasm (2005) e Rome wasn't buried in a day (2003)..

Il suo nuovo album, You gotta problem with me, un doppio cd, vede invece un ritorno prevalente a ballate sornione ed elettro-acustiche come They gotta different way of doing things, mesmerica e bluesata con una mirabile girandola di chitarre nel finale in odore di Grateful Dead, Woden pervasa da melodia folk evocativa e chitarre acustiche, Sick love (con attitudine crooner ed armonica), Soon to forget ya, recitata su un giro armonico epico, sottolineata dalla vocalità carismatica e suadente di Cope e dalle magiche ed eclettiche corde del fido Donald Ross-Skinner.

Più acida e solenne Beyond Rome, folkeggiante A Child is born in Cerrig-Y-Drudion, che si riallaccia alle tematiche di antiche civiltà tanto a cuore a Cope, accorata la finale Shame Shame Shame che si accende rabbiosa nel finale.

Vampire state building, oscura e minacciosa, vive di variegata ossessione strumentale rispolverando la vena più anticapitalista di Cope. Quasi una marcia solenne di protesta nel finale.

L'episodio più emozionante di You Gotta Problem With me é il commovente Doctor Know : inizia in sordina come una preghiera ed una voce da brividi a tratti in falsetto, caricandosi in crescendo di tensione ed elettricità sino ad assumere le fattezze di un rito pagano '....make a sacrifice...make a sacrifice...!' ; piano martellante, Cope giunge al delirio, le chitarre crescono malsane sino a librarsi nel finale in un volo pindarico ed a dissolversi in polvere astrale.

You gotta problem with me é sanamente incazzata e cantata con rabbia da Cope, sottolineata da suoni ed irrorata da polveri spaziali, synth e tastiere.

Peggy Suicide is a Junkie palesa ambigui riferimenti con potenti evocativi riffs fuzz ed ancora una stridula arrabbiata performance di Julian.

Cant get you out of my country é giocata quasi sul giro di Gloria, ed evoca toni Morrison-iani. Ancora disagio esistenziale di Cope questa volta espresso con giocosità quasi sixties.

Infine la perfida cantilena di Hidden Doorways, con tanto di strings a sottolineare il coté più pastorale di Cope.

Un disco intenso ed ispirato, con brani messi bene a fuoco, molto più

che nel precedente caotico Dark Orgasm, col quale Cope torna agli ottimi livelli di Citizen Cain'd.


Voto : 8 / 10


http://www.headheritage.co.uk/


PASQUALE BOFFOLI


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Thursday, August 03, 2006

JERRY J. NIXON "Gentleman Of Rock'n'Roll: The Q-Recordings 1958-64" CD (Voodoo Rhythm , 2003)




Questi sono gli autentici "perdenti" del rock'n'roll come piacciono a noi; non certi discograficastri nostrani che pur di guadagnare sulle spalle di ragazzini infoiati e/o bands di ingenui 15enni; sarebbero disposti financo a vendere la propria madre per 7 centesimi di euro per una notte (l'ultima,..of course!) a Stevanin:).
JERRY J. NIXON (al secolo Gerald James Hall) , nato nello Yorkshire; fu coinvolto, ancora minorenne; in una rapina di banca a Southampton.
Vista la giovanissima età, ebbe una "light sentence" e decise di imbarcarsi per l'America; dove si costruì una nuova, fake identity.
Arrivò (nel 1956) a Santa Fè (New Mexico) ,dove trovò lavoro in fabbrica. Viste le "esaltanti "condizioni di lavoro decise di iscriversi al Communist Party del New Mexico.
Nello stesso periodo si unì ad una band (i SANTA FE FLAMES) che si esibiva regolarmente all'Atahualpa Bar. Di lì a poco la band mutò il nome in THE VOLCANOES e venne notata da Leonard Sanchez, businessman e too manager della Quality records.Dopo una brevissima carriera (4 0 5 singoli; gli "storici" del r'n'r più oscuro dissentono al riguardo) Jerry tornò nell'anonimato . E' morto ad Albuquerque , completamente povero, nel 1999.
In questo disco sono presenti tutte le registrazioni realizzate per la Q. tra il 1958 e il 1964; inclusi i 4 (or 5?) 45 giri incisi ( a partire dal primo(june 1958) "Railroad Shuffle/(We're Gonna) Wang Dang Doodle!").
Disco estremamente consigliato agli amanti dell'early SUN rockabilly e di EDDIE COCHRAN.
Grazie alla VOODOO RHYTHM per questa piacevolissima (ri)scoperta.
Voilà la recensione scritta da Pasquale nel 2003.
Michele Ballerini

"Un'altra intelligente e valorosa iniziativa della Voodoo nel 2003 è stato il recupero artistico e discografico di JERRY J.NIXON, uno dei più sconosciuti eroi del rock&roll, come viene definito dalla stessa label nelle note informative, nonché notevole song-writer.
Siamo alla fine degli anni '50, in pieno boom rock'n'roll; e Jerry, nato in Inghilterra ma trapiantato negli USA alla metà dei '50; registra per la Q Records con i suoi Volcanoes una manciata (4) di singoli nel New Mexico tra il '58 ed il '64, tutti riportati in questo cd della Voodoo Rhythm, "Gentleman of Rock'n'Roll", insieme a registrazioni live a Dallas (i classici Rip It Up e Ready Teddy), outtakes, interviste radiofoniche e sessions dimostrative.
Jerry J.Nixon, morto poi nel 1999 in condizioni precarie possedeva uno stile vocale non particolarmente viscerale, piuttosto agrodolce e "decadente" per il rockabilly .Ed infatti i brani migliori a mio parere di questa compilation ,davvero succosa e riuscita ,non sono i brani più veloci tipicamente rockabilly(Railroad Shuffle, Keep On Knockin', Saturday Midnight Bop (peraltro godibilissimi)) ma le ballate lente e mid-tempo di Nixon, genere in cui mi sembra fosse particolarmente versato.
Quindi piccoli capolavori perduti riappaiono, sconosciuti davvero fino all'altro ieri, come Moonlight, Why Did I?, Red Sun, Miss Lonely, Tonight, There's A World Between You and Me, Travelling Free.
Songs ricche di una triste vena melodica e nelle quali fanno capolino anche le tastiere, anticipando certe atmosfere sixties di appena qualche anno dopo.
Lavoro sterile di antiquariato musicale? Assolutamente no: con questo disco la Voodoo afferma laconicamente il valore meta-temporale ed inossidabile del buon rock'n'roll .
Pasquale Boffoli

www.voodoorhythm.com
(ps: l'MP3 della sua version (unreleased before di "Rip It Up" è downloadable dal sito VOODOO RHYTHM here, enjoy, Mick)

http://homepage.hispeed.ch/darklord/VoodooRhythm/07%20-%20jerry_j_nixon%20-%20rip%20it%20upHI.mp3

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Wednesday, May 31, 2006

JOLT "You're Cold / All I Can Do 1° 45 (Polydor , 1977)



E questo è un altro "little jewel" che ho scovato su una provvidenziale bancarella. I JOLT provenivano dalla Scozia , per l'esattezza da Wishaw , Glasgow area. Questo è il loro primo 45 .
Stilisticamente proponevano una miscela esplosiva di '77 punk e mod (successivamente molto più power pop tinged) che portò molti critici ad accostarli ai JAM.
A tal proposito scrisse un critico di "BOMP" magazine ( 1979 ) , recensendo il primo album della band: "compared to the first JAM album it can easily be said to have (on the whole) better songs, better singing, and equal portions of exciting pop energy".
In effetti l'album sarà prodotto da Vic Smith e Chris Parry , che lavorarono anche coi JAM.
Questo 45 giri resta comunque uno dei miei favoriti del primissimo power pop /punk UK , really delightful, I love it.
Una dettagliata storia della band here:
http://punk77.co.uk/groups/jolthistory.htm

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