Thursday, October 02, 2008

The MOBERLYS "SexTeen" 2004 ed. (original edition 1984)


Seattle ha prodotto nei late 70s un'eccellente scena power pop.
JIM BASNIGHT coi suoi MOBERLYS è stato uno dei pionieri e dei principali artefici di quella scena.
"Sexteen" , uscito originariamente nel 1984 per la francese LOLITA (per la quale incisero anche i grandi THE LAST)è il 1° LP della band, ristampa europea con bonus tracks , di "First Album" (che era stato votato da "Trouser Press" come 3° migliore "underground record" del 1980).
Questa in CD è una re-edition edita dall'etichetta di JIM BASNIGHT .

Il disco contiene svariate gemme di power pop e sunshine pop.
Tra queste la stupenda opening track 'Live In The Sun', e altri mirabili esempi di catchy pop come 'You Know I Know', 'Last Night', 'I Return' 'I'm On Fire' e 'I Want You'.
'She Got Fucked'è più tipicamente un punk rock alla HEARTBREAKERS, 'Country Fair' un r'n'r atipico e irresististibile alla JONATHAN RICHMAN, mentre con 'Give Me Peace' i MOBERLYS rieccheggiano con grazia la splendida stagione del sunshine pop à la ASSOCIATION.

Delizioso disco da una validissima r'n'r band sulla quale ritorneremo (bellissima l'antologia "Seattle ..New York..Los Angeles!")

ps: grazie a ROBERTO CALABRO' per le precisazioni storiografiche sulla discografia della band , presto un suo articolo retrospettivo su FREAK OUT
http://www.freakout-online.com/special.aspx?idspecial=89
Michele


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Wednesday, October 31, 2007

PAUL COLLINS BEAT " Flying High" (Lucinda rec. /Get Hip reprint, 2007)




E' con affetto che pubblico questa recensione del Wally perchè sono un fanatico di power pop e ritengo i PAUL COLLINS BEAT ai vertici del genere (personalmente ho il primo leggendario omonimo LP , "To Beat Or Not To Beat",ottimo mini del 1983, un live cd con gli YUM YUMS più le registrazioni dei grandissimi NERVES (pre-BEAT, autori, come saprete, della magnifica" Hangin' On The Telephone", portata poi al successo da BLONDIE). So enjoy the review and PAUL COLLINS BEAT in our hearts siempre.(allegate too le copertine di" Rock'n'Roll Girl /You And I" (2° 45 , 1979) e "Don'T Wait Up for Me" (4° singolo, 1980)

MICHEL B.

Pioniere del power-pop a stelle e strisce, ovvero di quel filone rock che a partire dalla metà degli anni ’70 univa all’elettricità d’estrazione punk una predilezione spiccata per melodie ariose e corali e per arrangiamenti espressamente pop, Paul Collins ha attraversato con energia seminale i ’70 prima con The Nerves (nei quali militava anche Peter Case futuro Plimsouls) e poi gli ’80 con i celeberrimi The Beat, dei quali è essenziale ricordare almeno tre capolavori power-pop, The Beat (1979), The kids are the same (1981) e Long time gone (1985).

Nei ’90 Collins fa della Spagna -dove può contare su uno zoccolo duro di fans -la sua nuova patria e dopo alcuni album solisti molto country-oriented come Paul Collins (1992), From Town To Town (1993) e Live In Spain (1997) e Paul Collins (2000) mette a punto una nuova line-up di The Beat forte di ottimi musicisti spagnoli come Gines Martinez (drums) e Carlos Guardado (bass) oltre Octavio Vinck alla lead guitar ed incide nel 2004 per la Lucinda Rec. un album molto ispirato, Flying High che oggi viene ristampato dalla Get Hip di Pittsburgh.

Quasi si stenta a riconoscerlo, con quella pelata e quegli occhiali da manager ma il disco parla chiaro: alcuni episodi resuscitano alla grande l’energia elettrizzante e contagiosa dei Beat, come Rock’n’roll shoes, Helen, All over town, Silly love, che offre un’entusiasmante e ruvida performance chitarristica di Vinck, ma che il tempo sia trascorso da quegli anni gloriosi si sente e Collins dà il meglio di sé in ballate vagamente country-folk, malinconiche e dall’ispirazione pensosa : la commovente Bobby, Afton place, I’m on fire, Will you be a woman, More than yesterday (un mid-tempo da antologia) sono godibilissime e mature prove di un uomo-artista che mette sul piatto tutte le sue emozioni più intime acquistando alla grande in intensità espressiva ed interpretativa.

Suggestioni spagnoleggianti sparse qua e là tra i solchi, e non poteva essere altrimenti, soprattutto nell’uso delle chitarre acustiche ed una Paco & Juan palpitante che pare un outtake dei primissimi Dire Straits: c’è qualcosa di Knopfler anche nella voce di Paul.

Ma è la finale Flying High a nobilitare come nessun’altra song questo disco:” …we could be forever / flying high !”: Paul Collins , la voce rotta dall’emozione, sublima la leggerezza degli spensierati inizi di carriera in una toccante, vissuta e vibrante performance vocale che riesce a stringerti il cuore.

Grazie Paul…ma non farti aspettare !



http://www.paulcollinsbeat.com/

http://www.myspace.com/paulcollins

http://www.gethip.com/


PASQUALE BOFFOLI

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