Thursday, March 08, 2007

CABARET VOLTAIRE " Mix Up" LP (Rough Trade , 1979) by Ester Cristaldi




Iniziai ad apprezzare i CABARET VOLTAIRE quando comprai , a 15 anni, il loro LP "Crackdown". Più avanti riusciì a reperire anche "Mix Up" e , in un negozio dell'usato, too una copia , dalla copertina piuttosto malridotta , del grande "Red Mecca". Credo di avere , su k7, anche "Live at The Ymca 10.27. 1979".
Anyways è con piacere che pubblico questa ottima recensione della gentilissima Ester Cristaldi, originariamente apparsa su Debaser . Il brano"No Escape" rimane a mio avviso uno dei masterpieces della new wave di tutti i tempi.
Michele

"Cabaret Voltaire: avveniristici pionieri dell’elettronica da Sheffield ( UK).

“Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a, b, c, firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovvietà assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non-plus-ultra e sostenere che la novità somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una cocotte dimostri l'essenza di Dio.”
(dal "Manifesto del Dadaismo" del 1918, di Tristan Tzara)

Siamo nel 1973. L’Inghilterra è la solita nenia piovosa. Nebbia. Coltri di nebbia. Cielo neogrigio. Un perfetto scenario poetico, malato, industriale. Stephen Mallinder (basso e voce), Richard H. Kirk (chitarra) e Christ Watson (manipolazione suoni) si inventano una delle pagine più interessanti dell’enciclopedia della musica: quella intitolata “Cabaret Voltaire”.

Collettivo che nasce “dalla noia, dalla mancanza di futuro, dal bisogno di creare problemi”.
Obiettivo ? Riprodurre le “melodie” urbane della moderna Sheffield, ancora sfregiata da bombe e macerie, in un contesto sonoro fatto di synth, fiati, tape recorder, generatori di ritmo.
“Mix Up”: 1979. La rivoluzione era iniziata. Parte “Kirlian Photograph”: “canzone” tutta giocata su fiati distorti, un basso disturbato che incalza per cinque minuti e cinquantadue secondi primi lasciando ben poco respiro a questo scenario claustrofobico.
Così come nella cover dei Seeds, “No Escape” e i suoi clangori metallici che anticipano le batterie minimali alla Jesus And Mary Chain.
Canzoni che ripercorrono le tracce dei Velvet Underground più allucinati, come “Fourth Shot”: linea di congiunzione ideale tra una “Heroin” amplificata e distrorta e “The Gift” passando per “Maggot Death” dei londinesi Throbbing Gristle.

Il trip paranoico “Expect Nothing” è una psichedelia dark che deve invece molto ai Pink Floyd di “Breathe In The Air” e alle atmosfere di “Ummagumma”. Senza dimenticare i Van Der Graaf Generator. Fiati onirici e percussioni che si susseguono creando una base ritmica ossessiva e contorta.
Voci, rumori, onomatopee strappate dalla strada o dai mass media vengono rielaborate per diventare basi musicali, loop, campionamenti.
“Cut-up” sonoro al potere. Dadaismo e “ready made” in musica. Con questo disco i tre studenti universitari di Sheffield, si candidavano a diventare il discrimine tra l'elettronica di Kraftwerk, Neu, Einsturzende Neubaten e gli esperimenti avantgarde dei Suicide, di cui un esempio è “Photophobia”: prosecuzione ideale di “Frankie Teardrop”.
Stesso pentagramma delirante, accelerato e rallentato ritmicamente. Una superficie ruvida su cui pulsano percussioni ovattate ed echi terrificanti. Uno scenario thriller, colonna sonora ideale per uno splatter anni ottanta alla “Poltergeist” . Ma la vera gemma di questo disco, quella che spiana ai “Cabaret Voltaire” la strada per diventare indiscussi profeti dell’elettronica, è “Heaven And Hell”: macchine impazzite, voci filtrate e manipolate elettronicamente, incubi robotici e angoscianti.
La conclusiva “Capsules” è una miscela di poesia industriale, dark wave e, ancora una volta, dance robotica e visionaria.

Un universo popolato da mutanti, videotape, e seghe circolari sembra essersi impossessato di questa ossessione vinilica. "

by ESTER CRISTALDI
from http://www.debaser.it/recensionidb/ID_9457/Cabaret_Voltaire_MixUp.htm
CAB's rehearsal pic taken from
http://www.gothicrevue.com

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Thursday, September 07, 2006

COME'N'GO "2" CD (Voodoo Rhythm , 2006) (Biel , Suisse trash r'n'r -punk-blues )


I COME N’ GO si confermano , a distanza di quattro anni da 'Rhythm n’ blood' , band d’assalto della scuderia Voodoo Rhythm, con un disco violento e molto più ‘prodotto’ del primo, che era puro caos trash&roll in studio, contraddistinto da un sound che definire grezzo e sporco sarebbe un eufemismo .
‘ 2 ‘ suona molto più definito e lucido nelle strutture, rivelando le molteplici influenze dei COME N’GO, guidati dall’esaltato cantante Alain, autore di tutti i testi, improntati ad una semplice ed a volte misera quotidianità ( 'John Chet', 'Beerland '),anche se l’iniziale The Fight e Golden Shower affilano le lame e parlano confusamente di rivoluzioni personali e di resistenza in un mondo ormai del tutto accecato ed impazzito .
La forza d’urto punk di questi svizzeri pare sfatare una volta per tutte l’immagine rassicurante e stereotipata della loro terra : ascoltate le chitarre stordenti, ipnotiche e dolorose di Felipe e Benu in 'John Chet', 'Golden Shower' e ' The Fight', percorse da una serialità quasi velvetiana; o ancora la convulsa cover degli Oblivians(There’s no butter for my bread); il vocalismo stridulo di Alain ( novello David Thomas?) nella quasi-robotica 'Manual Information'( con tanto di theremin impazzito ) che, così come l’alienata e cangiante 'Beerland' , paiono outtakes dei Pere Ubu di 'Dub Housing' .
La corposa 'Don’t Matter ' ,invece si apre con uno spudorato riff alla Keith Richards, risplende del vocalismo sguaiato ed offensivo di Alain, per poi sforare in un lungo boogie caratterizzato da una solista lancinante . Piuttosto noiosa invece la lunga cover dei C.C.Revival ('Commotion') .
Per fortuna, i Come n’go si riscattano poi con 'I Wanna Be' ( puro Oblivians trash-style) e la farneticante 'Golden Shower', un’estasi in crescendo di energia anfetaminica, a metà strada tra Modern Lovers e Pere Ubu . Una lunga ghost-song, puro divertissement blues rural-acustico con tanto di fisarmonica e banjo ,completa a sorpresa il disco, poco più di mezz’ora in tutto .
Con 2 The Come n’go si affermano come una delle più conturbanti bands europee nel loro genere.
Grazie con tutto il cuore Reverend Beat-Man : la tua crociata a favore del rock’n’roll più selvaggio e incontaminato ha prodotto altri album rilevanti .
( 7 / 10 )
www.voodoorhythm.com

PASQUALE BOFFOLI
p.boffoli@tiscalinet.it

here an mp3 taken from the new COME'N'GO album:
http://www.voodoorhythm.info/MP3/comengo-manual-information.mp3

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Friday, June 23, 2006

I CORVI " Ragazzo Di Strada / Datemi Una Lacrima Per Piangere" 1° 45 (Ariston , 1966)



E questo è un altro 45 giri from my collection che adoro.
I CORVI (che , se non ricordo male , erano di Parma) , s'imposero all'attenzione mediatica al CANTAGIRO 1966 con un look ( e delle lyrics) estremamente "rough" per l'epoca.
Il lato A lo conosciamo tutti ("Io sono quel che sono /non faccio la vita che fai /io vivo ai margini della città /non vivo come te. /Io sono un poco di buono/ lasciami in pace perché /sono un ragazzo di strada e tu ti prendi gioco di me...").... Era la cover in italiano di "Ain't No Miracle Worker" dei BROGUES ( pre-QUICKSILVER MESSENGER SERVICE); brano poi coverizzato IMMENSAMENTE bene dai BARRACUDAS sul BELLISSIMO "Mean Time".
Ma , ancor più notevole, a mio parere, è il brano sul lato B ("Datemi Una Lacrima Per Piangere"), perfetta canzone beat che merita assoluto rispetto....Sicuramente molto più rispetto di quanto ne meritino certi Nuovi Corvacci che imperversano nel panorama mediatico/ affaristico /calcistico/ puttanieristico/slot-machinesco-truccato odierno! :)
On.Mastella ATTENZIONE( lo diciamo da votanti della sua coalizione),non ci tocchi le benedette intercettazioni o da tutta Italia ci incazziamo veramente STAVOLTA!
La gente non ne può veramente più di questa "autoreferenzialità" della classe politica e/o presunta VIPpaggine impunita.
Ma stiamo scherzando????? Su certi quotidiani si legge di politici "infuriati" contro lo "scandalo" delle intercettazioni "pubblicate". Ma stiamo scherzando???? Il VERO scandalo è quello che viene fuori da quelle intercettazioni e NESSUNA manipolazione mediatica riuscirà a farci cambiare idea. Finiamola con il ritenere il "popolo" una"manipolabile" massa di babbei come si evincerebbe dal tono paternalistico-untuoso di certe trasmissioni. Suvvia!!!!!
Da laureato in Storia la situazione italiana degli ultimi tempi mi sembra curiosamente similare a quella dell'Ancien Règime francese agonizzante degli anni immediatamente precedenti il 1789.
La società civile sta veramente raggiungendo un livello massimo di sopportazione nei confronti di questo squallido teatraccio fatiscente che si svolge ab alto e ab extrinseco.
Per quanto ancora dovremo vedere in tv patetiche stronzette analfabete mungere lautissimi stipendi solo perchè raccomandate da qualche politicantastro/signorotto di quarta categoria??? Ma stiamo scherzando?



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Sunday, February 26, 2006

CICCIOLINA "Satisfaction" (1987) lyrics (from "Muscolo Rosso" LP (Boy rec. , 1987)



L'altra sera mi sono riletto , fugacemente ,alcuni extracts del "Libro De Poemas" (1921) di Federico GARCIA LORCA, una raccolta che mi è sempre piaciuta per le sue accensioni paniche e "sensuali".
Beh, devo dire che il grande e sensous/ lussureggiante lirico spagnolo era NADA in front a questa lyric directly from the italian deep democ(h)ristian (post)-disco music 80s.
L'album s'intitolavava "Muscolo Rosso"(or "Red Muscle"...you can easily imagine what is this red muscle!) ; la track era una cover in chiave hand-job/post-disco sauce di "Satisfaction" dei nostri favourite authors Jagger & Richards.
Che dire!!!!!! Neanche il Louis F. Céline icastico/basso-mimetico ,protoplasmico , visceralmente distopico et "argotique" di "Mort A' Crédit"avrebbe potuto
produrre nulla di simile. Ma analizziamo il testo nei dettagli!!!!!:
"E' vietato masturbarsi / Far Le Se**e / E Scopare / E' Vietato In*ularsi/ Fare Giochi con le Mani / (ritornello) E ....P***ini ai Bambini /ai Più Grandi E ai Piccini / .....I can't Get No Satisfaction (3 volte) /.....Yeh Yeh yeh Yeh!/ Cerco il Ca**o di Te! / E' Vietato !Ohhhhh Ahhhhh Mmmmmh Ahhh Mmmmhhh !" (n.d. A. ???????????????????????????????????????).
Non raccontiamoci menate, ...questo era il vero (fake) reality show, altrochè Leonardo Mastelloni!
Cicciolina ,assolutamente carnale MA perennemente immersa in una dimensione fiabesco-fanciullesca/mitopoietica /discomusic-baroccheggiante ci faceva sognare,...i reality di oggi ci fanno invece, semplicemente, ... c.g.re! :)"
Cicciolina as a pop art/culture genius.

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Sunday, February 19, 2006

CATERINA CASELLI " Insieme A Te Non Ci Sto Più / Il Dolce Volo 7" ( CGD,1968)(ed. Sugar Music)






L'altro giorno mi sono ascoltato per ben 7 volte (???) di fila questa canzone che considero come una delle più toccanti e commoventi della intera storia del pop italiano. E un geniaccio come NANNI MORETTI (we love him) l'ha capito perfettamente inserendo "Insieme A Te..." nei momenti topici sia del corrosivo "Bianca" che del più intimista "La Stanza Del Figlio".

Caterina incise il suo 1° 45 giri ("Ti Telefono Tutte Le Sere /Sciocca") nel 1964; ma fu nel 1966 ( a partire da "Nessuno Mi Può Giudicar" che divenne una superstar ,vendendo moltissimi dischi e imponendodi come huge fenomeno mediatico).
Nel 1968 (come ha notato debitamente Mario Luzzatto Fegiz) abbandonò
i ritmi shake e si diede a melodie più complesse e profonde , tra le quali questa splendida canzone (composta da PAOLO CONTE / Vito Pallavicini) è uno degli esempi più toccanti.
Il singolo rimase nella top ten italiana tra il novembre del 1968 e il gennaio '69.

Racconta Caterina Caselli: "E' una delle canzoni che ho amato di più, forse la mia preferita in assoluto tra quelle che ho interpretato. Era il settembre '68, e a segnalarmi la canzone fu una persona che non era della nostra casa discografica, ma era rimasto colpito dal pezzo. Capii subito perché: la ascoltai per sei giorni di fila, non ascoltavo altro. Non riuscivo a staccarmene, ricordo che ero chiusa in una stanza, presa, posseduta da quella canzone. La incidemmo, con arrangiamento dello stesso Paolo Conte eseguito dall'orchestra di Franco Monaldi; insieme a noi c'era un famoso chitarrista, un jazzista che suonava in quasi tutti i brani di quel tempo: Bruno De Filippi. Era come il prezzemolo: bravo, veloce, simpatico e di buon carattere, tutte caratteristiche che lo rendevano molto richiesto. Sul lato B del 45 giri finì un altro brano di Paolo che a me era piaciuto molto, si intitolava 'Il dolce volo' - se vogliamo il testo anticipava dei film 'osèe' che avrebbero avuto successo anni dopo, un incontro tipo Histoire d'O...".
(tratto dal sito della Sugar ,
www.galleriadellacanzone.it/
in allegato , tra le altre, l'immagine della cover dell'edizione yugoslava (1969) del 45 giri.



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