Friday, January 05, 2007

FENOMENOLOGIA di una LEGGENDA : MARIO CAROTENUTO ne "L'INFERMIERA DI NOTTE" (1978)






















Da pochissimi giorni questo blog ha compiuto un anno di vita (misi infatti il "contatore" shinystat il 3 gennaio 2006). Da quel momento ho avuto visite da circa 100 Stati (nei prossimi giorni pubblicherò le statistiche complete "visite per Stato" del primo anno, perchè la cosa mi appassiona:) ).

Perciò, per ringraziare tutti i ragazzi che m'han fatto i complimenti per PopArtx e augurare un great 2007 a tutti ,...what's better than la riproposizione di un mio vecchio articolo apparso su "Punkadeka" inneggiante all'Immenso MARIO CAROTENUTO, uno dei grandi "caratteristi" dell'epoca d'oro della cosiddetta "commedia all'italiana" ?

Che dire: di MARIO CAROTENUTO ce n'è uno..tutti gli altri son Marzullo!

Mich



"Niente da dire; Sublimi e Inarrivabili interpretazioni abbondano nel capolavoro “L’Infermiera Di Notte” (Mariano Laurenti, 1978).
Lino Banfi è semplicemente “auratico” nelle vesti del Dottor Pischella , medico odontoiatra in carriera e baldraccaro convinto.
Alvaro Vitali raggiunge vette oserei dir bergmaniane dando crociana "forma" all’indimenticabile personaggio di Peppino, assistente/schiavo del Pischella medesimo.
Ma , è indubbio, uno su tutti emerge per esperienza , abilità istrionica, nonché capacità di “sfondare” la cinepresa con la sua ARTE cristallina: Mario Carotenuto, alias il PADRE del cinema impegnato italiano.
Nel film il Nostro è il leader di una gang di rubagalline che, saputo che in casa Banfi/ Pischella si nasconde un prezioso diamante, vi si stabilisce spacciandosi per tale zio Saverio , antico membro di famiglia.
Come nei migliori romanzi vittoriani è un telegramma a preannunciare la sua entrée en scène: “ Arriverò domani ore 10. Stop. Zio Saverio”. Commento di Banfi , leggendolo : “ Ah!già zio Saverio!……chi cazzo è Zio Saverio????”.
Ieratico e monumentale, adorno di una biblica barba più finta (…se mai fosse possibile!) dei denti di Marta Marzotto, in breve il Carotenuto arriva a imporsi come unico centro strutturale del racconto, vera COSCIENZA CRITICA della narrazione.
Due frasi in particolare, da lui pronunciate nel corso del film :(Q:“ Ma zio, dove vai??” –A: “Ehhhh? Ah, vado ar CES….volevo dire in bagno”…. e, durante il sonno:“ mmmhhh come ‘sso bboni i rigatoni alla St. Drouet ….n’antri due ne voglio!!!!”), ci rivelano cristallinamente tutta la STATURA MORALE e le altissime idealità del personaggio. Ma questo è niente, direi!
La sua romantica dichiarazione (fatta al buio) a quella da lui creduta l’infermiera di notte Gloria Guida (ma che in realtà era un preoccupatissimo Alvaro Vitali , …..messosi in parrucca bionda (terribil visione!) per sostituirla in servizio), è uno dei testi più immacolati, teneri e sorgivi che mai la letteratura d’amor cortese indoeuropea abbia prodotto .
Rileggiamola e meditiamo!!!: “ Oh, bella, mmmhh, grazie coccona, mmmhh bella!…Ma non lo capisci che è tutta ‘na scusa?? Io voglio solo toccare le manine tue delicate…le manine tue vellutate…le mani tue….le mani tue??? Ahooo e macche mmani soò queste????!!! E tu cchi cazzoo sssei??? Ahooo, ma tu c’hai la barba, …tu sei n’homo!!!!! ….Ahooo, ma io te ammazzo!!!!”.

La critica unanime concorda!! Nulla sarà più lo stesso nella storia del cinema dopo questa scena! "

Michele Ballerini (2003)





attached: some photos tratte dall'ottimo FILM TV.IT , all rights reserved. In particolare dai films "Caccia Al Marito" (1960); "Il Ginecologo della Mutua" (1982); "Dove Vai Se Il Vizietto Non Ce l'Hai" (1980); la locandina di"Maridos En Peligro" (versione spagnola del grande "Mariti In Pericolo"); e una picture della Divina Gloria Guida, per la quale tutti noi ragazzini andavamo al cinema a sognare ( ..e non solo!)

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Thursday, April 27, 2006

BETTE DAVIS in "Ombre Malesi" ("The Letter" , WILLIAM WYLER (1940)







Nuvole malate , angoscianti , velano la luna e annegano in un cielo tropicale, colmo di peccato.
Gli occhi inquietanti di BETTE DAVIS scintillano e lanciano lampi torvi in quel cielo , rendendolo ancor più spettrale.
La donna (in apparenza) felicemente sposata con un pacioso proprietario di una piantagione di gomma (in realtà uno dei più grossi "babbei" cinematografici che io ricordi)che la adora; ha appena assassinato il suo amante segreto , crivellandolo spietatamente di proiettili. Ecco l'inizio di "Ombre Malesi" (1940).
Questo , Signori, è un Capolavoro assoluto, uno dei miei film preferiti di tutti i tempi.
BETTE DAVIS è assolutamente MERAVIGLIOSA nel preconizzare la tipica figura della DARK LADY che dominerà gli schermi nei successivi 13 anni, quelli della golden age del NOIR-movie.
Un misto inquietante di crudeltà , freddezza calcolatrice,seductiveness, falsità e fragilità nervosa.
Appena dopo aver freddato il suo ex amante (perchè non voleva più saperne di lei) chiede, con assoluta calma e cortesia vittoriana, all'avvocato incaricato di assisterla , notizie su sua moglie e sulla di lui nipote appena arrivata dall'Inghilterra(?).
Un'altra scena fantastica è quella in cui il marito di lei , ormai venuto a sapere che la moglie è un'assassina e che lo tradiva da 10 anni; le offre il suo perdono e la attira a sè per baciarla ; lei si ritrae sdegnosa, dicendo: "No, non posso....sono ancora innamorata dell'uomo che ho ucciso!".
Grazie ai soldi del marito e all'abilità dell'avvocato amico di famiglia (che han comprato una lettera compromettente che avrebbe inchiodato la Davis), la donna è stata assolta al processo ; avrebbe agito per "self-defense" per impedire all'ex amante di violentarla (altra colossale menzogna ordita dalla Davis).
Ma non riuscirà a sottrarsi alla vendetta della donna (una inquietante Frieda Inescort , nei panni di una malese dagli occhi intossicati dall'odio) per la quale l'assassinato l'aveva lasciata.
In una notte altrettanto oscura e maudit di quella del primo assassinio, la Davis viene uccisa a colpi di pugnale.
Come recitava il trailer del 1940: "What are the forbidden secrets in the letter? What is the strange spell that made this woman defy the unwritten law of the Orient?".
Bellissimo:)
Michele Ballerini

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Friday, April 14, 2006

BABAK PAYAMI "Il Voto E' Segreto"( Raye Makhfi) ( IRAN -co-prod. Italy /Suisse /Canada, 2001)





Quella iraniana , a partire dalla fine degli anni Ottanta, è andata ad imporsi come una delle cinematografie più rilevanti a livello mondiale.
Del cinema iraniano mi è sempre piaciuto il suo privilegiare una poetica delle "piccole cose" , di un quotidien che spesso si fa allegorico e la sua lentezza quasi metafisica, così in contrasto con il tipico iper-attivismo -nevrotizzato-fastidiosamente/istrioneggiante che intride i tipici characters presenti nelle produzioni hollywoodiane .
In questo film di B. PAYAMI (regista comunque emigrato in Canada) , riemergono chiaramente lo stile e la poetica tipici di KIAROSTAMI o MAKHMALBAF.
Su una sperduta isoletta del Golfo Persico uno "sfessato" (come direbbe L.F.Céline ) soldato vede scendere, quasi contemporaneamente , uno scatolone paracadutato dal cielo contenente un'urna elettorale e dal mare , da un'esile barca ,una ancor più esile figura di donna in chador nero.
Quando viene a sapere che quello è il giorno delle elezioni e che quella donna è in realtà il commissario elettorale incaricato e che deve scortarla per tutta l'isola in cerca degli elettori, dispersissimi sul territorio, all'inizio si rifiuta "perchè mi aspettavo venisse un uomo".
Ma poi, per diktat della Repubblica Islamica, deve eseguire gli ordini.

I due si mettono così a percorrere le strade dell'isola (quasi completamente desertiche e sabbiose)su una scassata jeep militare in cerca di elettori.
E durante il loro peregrinare verranno a contatto con vari "tipi" umani: da un gruppo di donne analfabete cui l'uomo incaricato dai mariti di portarle a votare vuole imporre di votare come lui; a pescatori senza documenti; a un venditore ambulante che trasporta tutte le sue mercanzie in bicicletta; a vecchi che non parlano una sola parola di persiano; a una 16enne cui i genitori vogliono imporre un marito che non le piace; a un tecnico che vuole votare Dio, perchè solo Dio sa il Disegno del mondo e non certo dei candidati politici.
Piano piano, per la sua ostinazione , correttezza e passione nel descrivere i vantaggi della democrazia; la donna-commissario elettorale conquista la fiducia/benevolenza del soldato che, alla fine, al momento di votare lui mème scriverà il nome di lei sulla scheda al posto di quello dei candidati ufficiali.
Discreto film ( tra l'altro premiato a Venezia) che , anche se non raggiunge le vette dei migliori film di KIAROSTAMI, è comunque godibile nella sua leggerezza, da alcuni critici definita "zavattiniana" e nel suo perorare la causa della donna in una società estremamente complicata quale è quella iraniana del post-Khomeini .
Voto: 6/10

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Friday, February 03, 2006

SHOHEI IMAMURA " Hateshinaki Yokubo" ("Desiderio Inappagato" or "Endless Desire") (JAPAN , 1958)





Da quando , anni fa sulla RAI (quando in tv prevaleva ancora la dimensione "educational" e non la ATROCITY EXHIBITION di politicantastri "fardati" e delle loro proTETTE o di patetici personaggiucoli creati ad arte per compiacere la mente bovina dell'imbecille medio !) vidi una retrospettiva su AKIRA KUROSAWA ; il cinema giapponese è ,probably, il mio preferito.
Devo (dobbiamo) ringraziare di cuore quel MITICO INDIVIDUO rispondente al nome di ENRICO GHEZZI (Dio lo protegga!....che faremmo senza di lui nell'età del Mastrota tappezziere(all'occorrenza anche gelataio) porta a porta , del Del Noce ( De Las Noches??)besador cortese (my god!) e del Ferrini che palpeggia il culo a un'attricetta (oops SORRY, ora si dice VERY IMPORTANT PERSON!!!!!!!! (?) ) solo per riciclarsi in quella Societé du Spectacle che evidentemente sentiva la mancanza del suo fisico asciutto e dei suoi maschi(?) vocalismi! ??????)...che negli ultimi anni ha alimentato questa mia passione proponendo a ripetizione su FUORI ORARIO lost nuggets e masterpieces inediti (da noi)di japanese cinema.

"Desiderio Inappagato" ( "Hateshinaki Yokubo" , 1958) , 3° film di SHOHEI IMAMURA ,è una di queste piccole gems .
Alcuni reduci di guerra spiantati (tipiche figure di dropouts/outcasts), disperatamente in cerca di quell'occasione che riscatti la loro condizione di perdenti assoluti , e una sensuale femme fatale (mirabilmente ricalcata sul modello delle dark ladies del noir cinema USA anni '40) , si ritrovano alla stazione di Hiroshima, in una torrida giornata d'estate .
L'obiettivo è impossessarsi di un costosissimo carico di "black market" morphine che, durante la guerra, il loro tenente (ex fidanzato, ora deceduto, della femme fatale...successivamente si scoprirà che è stata lei a farlo fuori, coll'aiuto del suo nuovo amante) aveva nascosto in un bunker.
In preda a un delirio di ricchezza e a una assoluta greed , la "gang" si stanzia nel quartiere popolare dov'era situato il bunker e inizia, tra tensioni continue, a scavare di notte alla ricerca del carico.
Ma , ben presto , le tensioni/gelosie tra i componenti della banda e la rapacità di denaro dei singoli divengono così insostenibili che , uno dopo l'altro , questi si ammazzano a vicenda.
Alla fine prevale la dark lady che, dopo aver pugnalato l'ultimo superstite, il suo ex amante, s'impossessa dei pacchi di morfina e fugge , sola, in una tragica notte di tempesta.
Ma , come nella più tipica tradizione del noir movie (dove alla fine la dark lady o , comunque, il deviante viene sempre punito) la polizia la bracca.
E alla fine scivola e annega nel fiume, trascinandosi con sè tutto il prezioso/maledetto carico di droga.
Film veramente delizioso che , come ha notato Michael Wells in " The "Japan Noir" Film Series", pur essendo un tipico "noir" , spesso si dissolve nella "dark comedy" vista proprio la "debolezza"(weaknesses) dei personaggi che, perciò , essendo così "weak" , non possono aspirare alla grandezza TRAGICA tipica dei classici anti-heros del cinema noir .
Il "desiderio inappagato" del titolo è , naturalmente, quello di questi weak characters , tipici prodotti del Giappone sconfitto post-war, che non riusciranno ad uscire dal cerchio disperato della loro condanna "genetica" alla povertà e che verranno bruciati ("come fuochi d'artificio" come dirà il vecchio loro vicino di casa a Hiroshima alla fine del film) dalla loro stessa cieca, disperata volontà di riscatto.
Una cosa che mi sembra interessante notare è l'affiorare nel film , l'amara polemica di IMAMURA contro l'imperialismo culturale USA che ha invaso il Giappone sconfitto e umiliato del post-1945: si veda ad esempio il negoziante di quartiere che ora vende solo "abiti occidentali" e l'amarissimo sfogo/ confessione iniziale di uno dei componenti della gang , quando , per motivare il suo desiderio assoluto di danaro dice: "Mio padre si è impiccato e mia sorella vende il suo corpo ai soldati yankees...Voglio fuggire da tutto questo!"
Michele Ballerini






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Sunday, January 22, 2006

ALAN FORD & IL GRUPPO T.N.T. " Mi Ricordo Che..." n. 76 (ott. 1975)


..Per tutte noi legioni di "dementi" cresciute negli anni '70-'80 le storie del GRUPPO TNT sono state strumento formativo ESSENZIALE , sorta di "BILDUNGSROMAN" che, rappresentando un universo fittizio PAUROSAMENTE simile all'Italiaccia dei furbetti , dei furfantastri , dei raccomandati , degli impresari disonesti ecc. ecc. , ci ha fatto vedere in profondità le idiozie e le storture del nostro sistema-paese,..molto di più di quanto facciano certi media che invece continuano nella loro patetica opera di mistificazione del "NULLA" (si pensi solo alla "Nullità esistenziale"di certi personaggi ospitati regolarmente in certi programmi tv pomeridiani per pensionate!!!!)....Perciò Grande Onore ai noster-semper-noster MAX BUNKER (Luciano Secchi) e MAGNUS per aver inventato questa bellissima serie che AMO di cuore da sempre......Prima di addormentarmi stanotte mi sono riletto il n. 76 della serie: "Mi Ricordo Che.." (october 1975),...tra l'altro numero "epocale" perchè fu il primo disegnato da Paolo Piffarerio.
L'avversario del nostro AMATO gruppo in questo caso è il barone VON SATANASSIK , ex sadico ufficiale delle SS nel campo di sterminio di Bruttenwald (dove era internato anche il Numero Uno), ora riparato a New York dove si è rifatto un'agiata esistenza .
Da antologia la scena iniziale dove , in occasione della festa di Ognissanti, quella "vecchia pellaccia" del Numero Uno, in quest'occasione insolitamente generoso coi suoi sottoposti , devolve ai suoi uomini "pacchi regalo personalizzati"....In realtà dietro il "gentile pensiero" del Vecchiaccio c'è il suo solito humour crudele: al Conte Oliver (cleptomane incallito) regala un paio di manette e i libri "Robespierre L'Incorruttibile" e .."Le Mie Prigioni"! ; ...al cane Cirano un osso (ma di gomma!); al perennemente infermo Geremia addirittura una "urna cineraria post-mortis" (?!!); allo "eroico combattente germanico "Grunf una maglietta col motto : " Noi Combatteremo Sino Alla Morte....Degli Altri!" e al non altissimo/adonico Bob Rock un bavaglino per poppanti con la scritta "Non Baciatemi!"....provocando la feroce volontà di vendetta del Nasuto Agente Rock!
Che dire: SIMPLY GRANDISSIMO!!
voilà alcuni links di fans esteri del MITICO gruppo:
http://www.inet.hr/~klevak/alanford/alan (Croatia) ;
http://membres.lycos.fr/mistno/AlanFord/index.htm (France) ;
http://www.alanford.co.yu/ (Serbia);
e questo bellissimo sito italiano:
http://www.munix.it/index.html
sito ufficiale : www.maxbunker.it
immagini all rights reserved MAX BUNKER PRESS /scannerizzazione www.munix.it
Michele Ballerini

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